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martedì 6 novembre 2012

Attenzione One Direction, stanno tornando i Blue!


Attenzione: articolo scritto dalla sottoscritta e pubblicato prima nel blog TheTweeter
In questi giorni non si fa altro che parlare dell’arrivo in Italia dei One Direction, la boyband inglese che sta avendo un clamoroso successo in tutto il mondo. Le fans sono in delirio: piangono, urlano e fanno di tutto per avere semplicemente un saluto dai loro idoli. Le ragazze nate tra il 1988-1990, come me, si identificheranno di certo con quelle pazze scatenate, ricordando com’erano 10 anni fa e facendo spuntare un sorriso sui loro volti. sì, perchè anche dieci anni fa c’era una boyband che faceva strage di cuori tra le ragazzine: spopolavano i Blue, il gruppo inglese composto da Simon Webbe, Lee Ryan, Duncan James e Anthony Costa. Indimenticabili le loro hit come One love, Guilty e A chi mi dice. Nel 2007 il gruppo si era sciolto, ma nel 2011 è tornato alla ribalta, partecipando all’Eurovision Song Contest del 2011 (portando la canzone I Can) e dichiarando così la loro reunion. Ovviamente sono un po’ invecchiati e anche il loro talento sembra un po’ sbiadito: non erano ancora pronti per pubblicare un nuovo album di inediti l’anno scorso. Ma dopo un anno di attesa finalmente sta per uscire un nuovo disco della boyband: si intitolerà Roulette e verrà pubblicato nel 2013. Intanto si potrà presto ascoltare già il primo singolo estratto Hurt Lovers, canzone presentata quest’estate al Big Love Music Festival di Chengdu, in Cina. Sulla loro pagina ufficiale di facebook (https://www.facebook.com/officialblue?fref=ts) si trova il Behind the scenes del video musicale del brano, oltre a foto e post scritti dai cantanti.
La boyband è quindi pronta a ripartire alla grande, ma riuscirà ad ottenere di nuovo lo stesso successo del decennio scorso, ma soprattutto riuscirà a competere con i più giovani e intraprendenti One Direction? Si sa che i Blue ormai sono un po’ vecchiotti… per le quattordicenni.

martedì 25 settembre 2012

Green Day: stop al tour per crisi di nervi e abuso di droga


Attenzione: articolo scritto dalla sottoscritta e pubblicato prima nel blog TheTweeter

Finalmente si conosce la ragione di quel malore, che ha costretto Billie Joe Armstrong, leader dei Green Day, ad annullare il concerto del 2 settembre all’I-Day di Bologna: abuso di sostanze stupefacenti. Lo annuncia proprio oggi, 24 settembre 2012, il trio californiano sul sito ufficiale: il tour e le promozioni del nuovo album Uno!(in uscita domani 25 settembre) sono sospese a causa del ricovero immediato di Billie Joe per consumo eccessivo di droga. Inoltre il gruppo si scusa per l’accaduto avvenuto all’iHeartRadio Music Festival a Las Vegas. Infatti, il 21 settembre scorso, il cantante ha avuto una crisi di nervi sul palco durante l’esibizione. Pare che Armstrong non abbia gradito il fatto che gli siano stati tagliati i 45 minuti a sua disposizione, ridotti a 20. Ciò è dovuto alla performance prolungata di Usher, che ha costretto gli organizzatori del Festival ad accelerare i tempi, avendo mezz’ora di ritardo. Durante lo spettacolo su uno schermo apparivano i minuti mancanti e alla comparsa della scritta “1 Minute”, Billie è andato in escandescenza e ha avuto una profonda crisi di nervi davanti al pubblico: dopo aver detto “ora vi faccio vedere io che cosa vuol dire un minuto”, il cantante ha spaccato la chitarra e ha insultato gli organizzatori e colleghi che hanno partecipato al Festival. Naturalmente il pubblico è rimasto basito e l’iHeartRadio è stato sospeso.

martedì 18 settembre 2012

Jimi Hendrix moriva 42 anni fa

Il 18 settembre 1970, 42 anni fa, è morto Jimi Hendrix a causa di una overdose. Ha vissuto solo 27 anni, ma nonostante la sua breve carriera viene definito nel 2011 dalla rivista Rolling Stone uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi. Jimi era un musicista dalle doti eccezionali, al di sopra dei colleghi come Eric Clapton e Jimmy Page. Attraverso il suono della chitarra elettrica è riuscito a creare un sound innovativo: rock fuso ad armonie blues, funky e psichedelica. Inoltre è stato un autore di testi magnifici: indimenticabili sono Hey Joe, Purple Haze e Little Wing. Il suo stile e la sua musica non ha eguali, ma molte sono le sue influenze che si riscontrano nei brani contemporanei, come per esempio l'uso della distorsione con la chitarra elettrica. Anche l'aspetto selvaggio di Hendrix e il suo modo furioso di suonare la chitarra fanno di lui una vera e propria icona a cui ispirarsi. Hendrix viene ricordato soprattutto per l'esibizione di chiusura del festival di Woodstock nel 1969: il chitarrista suona l'inno nazionale statunitense in modo provocatoriamente distorto. Questa immagine è diventata il simbolo di Jimi Hendrix. Non solo: dopo l'esibizione afferma: "La gente piange se qualcuno muore, ma la persona morta non sta piangendo. Quando morirò voglio che la gente suoni la mia musica, perda il controllo e faccia tutto ciò che vuole". Infatti la sua musica riecheggerà per l'eternità e lo ricorderemo per sempre.