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giovedì 25 ottobre 2012

Sunrise: il ritorno (o il nuovo inizio) di Giovanni Allevi

Attenzione: articolo scritto dalla sottoscritta e pubblicato prima nel blog TheTweeter

E’ una sinfonia per pianoforte e orchestra la nuova composizione di Giovanni Allevi che s’intitola Sunrise, uscita lo scorso 19 ottobre 2012. E’ un’opera soave e leggera all’inizio, che dà un senso di tranquillità; ma nello sviluppo centrale si ha un momento di tormento e di inquietudine, che viene però cancellato dal finale, in cui torna il sereno, la felicità, la gioia: torna l’alba. Il singolo anticipa l’uscita del nuovo e omonimo album Sunrise, negli store discografici il 30 ottobre 2012, contenente sei inediti del compositore.
Giovanni Allevi parla di questo suo ultimo lavoro come un’avventura esclusiva, un nuovo inizio, non solo per se stesso, ma anche per coloro che lo ascolteranno: “Voglio pensare che Sunrise rappresenti l’alba di un nuovo giorno. [...] Vorrei che queste note possano donare a tutti un po’ di speranza e possano infondere il coraggio di intraprendere nuove strade”
Una delle tante novità presenti nel disco è la prima composizione per violino e orchestra di Allevi, intitolata La danza della strega, divisa in tre movimenti (Mosso-Adagio-Allegro con Slancio). Verrà eseguita per la prima volta dal vivo il 14 novembre al Teatro Carlo Felice di Genova, ovvero durante il primo concerto del Tour di Allevi per la promozione dell’album. Le altre date e tappe sono: 15 novembre a Firenze, Bologna il 18 novembre, Milano 19 novembre e ultima Roma il 28 novembre.
Inoltre la registrazione del cd è stata effettuata in alta definizione HD (96 Khz) con i più elevati standard qualitativi. Ciò ha permesso l’inserimento di Sunrise nella sezione “Mastered For i-Tunes” dell’iTunes Store, perciò chi è in possesso di un iDevice potrà sentire i brani con un suono più nitido rispetto ad altri supporti. Allevi si è dimostrato ancora una volta un artista classicamente contemporaneo e all’avanguardia.

giovedì 13 settembre 2012

Un doodle per Clara Schumann

Attenzione: il presente articolo è stato scritto dalla sottoscritta e pubblicato in precedenza su TheTweeter al sito http://thetweeter.wordpress.com/2012/09/13/un-doodle-per-clara-schumann/. Riporto ugualmente anche qui il mio pezzo.

Oggi, 13 settembre 2012, aprendo la home page di Google si è potuto notare come il classico logo sia stato sostituito con un doodle di una donna, attorniata da 8 bambini, che sta suonando un pianoforte. La donna in questione è Clara Schumann, nata 193 anni fa. Gli otto bambini sono i suoi figli. Google ha voluto celebrare così l’anniversario della nascita di una delle più importanti compositrici e pianiste tedesce dell’Ottocento. Clara Schumann (Clara Josephine Wieck da nubile) nasce a Lipsia nel 1819 e, sollecitata dal padre, inizia a studiare pianoforte già all’età di 5 anni. Tiene il suo primo concerto nel 1929 in una casa di cura per malati psichiatrici, dove incontra il futuro marito Robert Schumann, anch’esso pianista. I due prendono lezioni di pianoforte insieme, tanto che Robert si trasferisce per un anno a casa di Clara. Entrambi percorrono in seguito un’ambita carriera da musicista e compositore. Tra il 1837 e 1838 Clara si esibisce in tutta Europa, suonando sia i brani degli autori tipici dell’era romantica come Mendelsson, Chopin, Brahms e le opere di Robert, che sposerà nel 1840, sia le sinfonie classiche di Beethoven e Mozart. La caratteristica dei suoi concerti è l’assenza degli spartiti: Clara esegue completamente a memoria i brani. Ciò le permette di inserire variazioni e dare una nuova interpretazione alla musica. Inoltre in ogni sua esibizione, esegue sempre una sua opera. Come compositrice, la sua prima composizione è Quatre Poloinaises Op. 1, pubblicata quando aveva 11 anni. A seguire gli altri componimenti più rinomati sono Caprices en forme de Valse, Valses romantiques, Quatre pièces caractéristiques e Soirées musicales. Alla morte del marito, la signora Schumann cerca di far conoscere i lavori del marito, facendo concerti in tutta Europa, maggiormente in Inghilterra e Austria. Il ricavato dei concerti deve servire per allevare i suoi otto figli. Infatti, la donna lavora ininterrottamente ogni giorno per 15 ore e ciò le procura dei fortissimi dolori alle braccia per affaticamento, che la costringono a cancellare diversi concerti. Dal 1878 al 1892 insegna pianoforte al conservatorio di Francoforte, introducendo nuove tecniche per suonarlo. Muore a 76 anni, il 20 maggio 1896. Clara Schumann è una donna famosa non solo per le sue doti interpretative e concertistiche, ma anche per essere stata una moglie dedita al marito e una madre che lavorava per allevare i suoi otto figli.

mercoledì 9 novembre 2011

Liszt compie 200 anni: musica senza parole

Franz e Marie. Un viaggio sentimentale. è il titolo del concerto dell’Unione Musicale tenutosi il 26 ottobre 2011 in onore del bicentenario dalla nascita di Franz Liszt (1811-1886), famoso compositore e pianista ungherese dell’Ottocento, presso il conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino. L’esecuzione musicale, ideata dallo scrittore e critico musicale de La Stampa Giorgio Pestelli, è un connubio tra parole e musica. Pestelli, voce narrante, racconta le avventure di Liszt e Marie d'Agoult in fuga da Parigi verso la Svizzera e l’Italia; ma la narrazione è puntualmente intervallata dal pluripremiato pianista Davide Franceschetti, il quale suona egregiamente brani tratti dalle composizioni di Liszt scritte durante il viaggio. Nel concerto viene primamente raccontata la fuga in Svizzera con i brani Le lac de Walenstadt e Vallée d'Obermanne, estratti da Années de pèlerinage.Première Année. Suisse R 10; in seguito verranno suonati da Années de pèlerinage. Deuxième année. Italie R 10b: Sposalizio; Il pensieroso; Canzonetta di Salvator Rosa; Sonetto 47, 104, 123 del Petrarca e Après une lecture de Dante. Fantasia quasi Sonat, scritti durante la permanenza di Liszt in Italia. L’unione tra parole e musica non riesce alla perfezione: il racconto e i brani sono disconnessi tra loro, poichè non sono chiare le motivazioni che portano Liszt a comporre quei pezzi proprio in quel momento del viaggio. Pestelli non è coinvolgente, annoia e delude l’ascoltatore che non riesce ad immedesimarsi nella situazione del musicista ungherese: rimane una storia non percepibile, lontana, antica. Ma fortunatamente Franceschetti e la sua magnifica interpretazione sono capaci di trasmettere tutte le emozioni e le sensazioni che Liszt ha voluto comunicare attraverso la sua musica. Sarebbe stata sicuramente più efficace una semplice e precisa introduzione al brano da parte di Pestelli: la musica di Liszt non ha bisogno di parole.